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Il Progetto

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FUTURI MAESTRI è un progetto del Teatro dell’Argine

partner Emilia Romagna Teatro Fondazione in occasione del quarantennale della sua attività, Teatro Arena del Sole, Teatro Comunale di Bologna, Istituzione Bologna Musei | MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, Mediateca di San Lazzaro di Savena

collaborazioni Altre Velocità, Biografilm Festival – International Celebration of Lives, Centro Documentazione Handicap – Accaparlante, Fondazione Gramsci Emilia-Romagna, ITC Teatro di San Lazzaro, La Baracca – Testoni Ragazzi, teatro per l’Infanzia e la Gioventù di Bologna, librerie.coop, Mediamorphosis, Persinsala – Cultura e Critica Teatrale,  Teatro Comunale Laura Betti – ATER circuito regionale dell’Emilia Romagna, Teatro delle Temperie

enti Regione Emilia-Romagna, Città Metropolitana di Bologna, Comune di Bologna, Comune di San Lazzaro di Savena, Università di Bologna – Dip.to di Scienze dell’Educazione “Giovanni Maria Bertin”

con il contributo di Fondazione Del Monte di Bologna e Ravenna, Gruppo Unipol, Coop Alleanza 3.0

coordinamento comunicazione Profili

nove sere di spettacolo con mille protagonisti dai 3 ai 18 anni
una mostra
cinque serate speciali
decine di percorsi laboratoriali

Ci stiamo interrogando su come fare arte con la città.
Su come creare dei percorsi di bellezza partecipata.
Su come far convivere (e confondere, mischiare, meticciare) teatro, cittadinanza, poesia, spettatori, chi spettatore non è o non è ancora, in un unico grande, organico, processo creativo.
Su come produrre uno spettacolo scritto con l’aiuto di tutti e che potenzialmente possa essere interpretato da tutti.
Su come il teatro, un teatro, possa diventare il luogo dell’incontro, dell’ascolto, della conoscenza reciproca non solo tra spettatori e artisti ma più universalmente tra persone, tra membri della stessa comunità, tra cittadini e cittadine.

È così che è nato Le Parole e la Città (Vincitore premio Nico Garrone 2015 e Finalista Premio Ubu 2015).
Con lo stesso impegno, lo stesso sguardo, stiamo immaginando Futuri Maestri.
Abbiamo chiesto alle maggiori istituzioni culturali cittadine di aprire le loro porte e lavorare insieme a noi.
Ma soprattutto, a partire da ottobre 2015 e fino a giugno 2017, siamo entrati ed entreremo in decine e decine di classi della città, della regione e non solo. In scuole di ogni ordine e grado, siamo entrati ed entreremo per chiedere a migliaia di allievi e allieve cosa pensano del mondo in cui vivono e come vorrebbero cambiarlo. Chiederemo loro cosa li indigna e cosa li attrae, cosa li spaventa e cosa li emoziona e per cosa sono disposti al sacrificio.
Amore, guerra, lavoro, crisi, migrazione. Ecco alcune parole da cui partire.
Poi chiederemo loro di aiutarci a scrivere il loro copione, la loro lettera d’amore, il loro atto d’accusa.
Infine li inviteremo, dal 3 all’11 giugno 2017, a salire con noi sul palco.
Un palco che assomiglierà a un parlamento, a un anfiteatro, a un tribunale.
Un palco con 1000 voci bianche pronte a sussurrarci, o a urlarci, la loro idea di sé e del proprio futuro.

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